La Storia di Cervia e Milano Marittima


Milano Marittima sorge all'inizio del Novecento su progetto di Giuseppe Palanti, pittore e cartellonista milanese.
Nel 1907, infatti, il Comune di Cervia concedeva ad una società lombarda una vasta zona marina situata a nord di Cervia con l'obbligo di costruirvi villini, residenze estive, parchi, giardini.
Questa nuova zona prese il nome di Milano Marittima proprio a testimoniare il forte legame con l'ambiente milanese.
Nel 1911 nasce la Società Milano Marittima per lo sviluppo della spiaggia di Cervia di cui fanno parte diverse personalità di spicco oltre al pittore Giuseppe Palanti, Napoleone Tampini, Aldo Tagliazucchi, Giovanni Facheris.
Il progetto è di far sorgere, seguendo le teorie di Ebenezer Howard, la "Garden City", cioè la "Città-giardino", un originale progetto urbanistico dove natura e residenze turistiche dovevano coesistere in perfetta armonia. Dal momento che la città-giardino doveva accogliere la benestante borghesia lombarda, sorsero velocemente ville e residenze immerse nel verde della pineta. Nacque così Milano Marittima che continuò a crescere, nonostante la temporanea interruzione dovuta alla prima guerra mondiale.

Nel 1927 Cervia, grazie al contributo turistico di Milano Marittima, venne riconosciuta dal Ministero Affari Interni Italiano "Stazione di Cura, Soggiorno e Turismo" e a partire dagli anni Trenta cominciò la costruzione di edifici per la ristorazione, alberghi e colonie, fino a diventare la località balneare rinomata dei nostri giorni.

Le origini di Cervia si perdono in un tempo lontano.
Il primitivo centro romano di Ficocle fu distrutto nel 709 dall'esarca Teodoro e da qui ebbe origine Cervia vecchia al centro delle saline. Il canale che oggi separa Cervia da Milano Marittima un tempo collegava il mare con il vecchio centro di Cervia.
Si trovava a ridosso di una grande palude, a circa 4 km dal mare. La città venne poi completamente ricostruita sulle dune sabbiose del litorale, in mezzo alle saline che rappresentavano già allora la principale risorsa economica del luogo.
Il mercato del sale, infatti, era motivo di contesa tra Ravenna, Venezia e lo Stato Pontificio.
Dopo una tremenda epidemia di malaria, che in quegli anni decimò la popolazione, la Camera Apostolica decretò l'abbandono della città poiché insalubre e gli abitanti decisero di demolire la città vecchia pietra a pietra e trasferirla dove ora è situata.

Un lavoro lungo 9 anni, che richiamò a Cervia il valente architetto Bellardino Berti. A lui si deve il progetto di ricostruzione della città secondo criteri settecenteschi, che fu avvallato dal Papa Innocenzo XII nel 1697.
Piazza Garibaldi è un perfetto rettangolo circondato da un doppio cordone di abitazioni che si susseguono con lo stesso schema.
Il modello seguito dall'architetto inviato da Roma è il rettangolo bastionato delle cittadelle fortificate e l'ampia piazza è attraversata dalla Via Romea.

L'inaugurazione del primo stabilimento balneare nel 1882 coincide con l'inaugurazione della linea ferroviaria Ravenna- Cervia. Negli stessi anni, le terre paludose sono state bonificate e adibite a stabilimenti balneari e strutture ricettive.

Nel 1959 le saline sono state riconvertite e la lavorazione del sale è diventata industriale: tanti segreti del mestiere dei salinari sono andati perduti.

Per salvare almeno in parte quel patrimonio di conoscenza tramandato di generazione in generazione per secoli, è nata l'Associazione culturale Civiltà Salinara. Grazie a questa associazione sopravvive l'unica salina tradizionale di Cervia, il "Camillone", dove è possibile vedere ancora all'opera i salinari e ascoltarli raccontare la storia dell'Oro bianco, di queste terre insalubri, dell'amore che serve per preservare questi bacini che non devono essere né troppo "crudi" (asciutti) né troppo "innamorati" perché si ammalano.

Chi vuole saperne di più, può visitare il Museo della Civiltà Salinara, allestito nei vecchi magazzini del sale.
All'interno, oltre a una collezione di fotografie che testimoniano l'antica attività, si trovano anche tutti gli strumenti e gli attrezzi che venivano usati in salina, dalle bilance per pesare i cristalli alle "burchielle", imbarcazioni per trasportare il sale fino ai magazzini.
Le saline occupano un'estensione di 827 ettari di cui 765 sono Riserva Naturale della Salina di Cervia, un area che si estende a ovest della strada Romea e confina con il Parco Regionale Delta del Po. Si tratta di un ambiente unico nelle regioni meridionali d'Europa e ricchissimo di fauna e flora palustre.