Storia Cesenatico


Dai Romani all'anno Mille
Le origini di Cesenatico risalgono ai Romani.
La zona doveva essere abitata fin dal 18000 a.C., quando il territorio era una grande zona paludosa.
La prima traccia di presenza umana è un accampamento di pastori risalente all'età del bronzo (3000-1000 a.C.) nella zona di Montaletto. Dobbiamo aspettare il V sec. a.C. per attestare una presenza umana più stabile. In quel periodo, i Romani dominavano sull'odierna Borrella, allora "Ad Novas", probabile antenata di Cesenatico.
Nel IV secolo, con la vittoria romana nella prima guerra Punica, Roma conquista la Romagna scalzando Galli ed Etruschi.
La Battaglia di Sentino, nel 295 a.C. segna la svolta: Sarsina viene annessa a Roma, viene fondata Ariminum (Rimini), avamposto romano verso il nord, la zona viene bonificata, vengono abbattuti i boschi e costruite le strade.
Ad Novas non viene citata spesso dalle fonti romane: era un luogo di passaggio dove sostavano i cavalli e si ristoravano i viaggiatori. I Romani garantiranno la pace di Ad Novas fino al IV sec. a.C., periodo in cui l'Impero Romano comincia a disgregarsi sotto la pressione dei barbari in arrivo dal nord. Ma una gravissima epidemia di peste decima la popolazione e riduce l'Europa in una situazione di arretratezza politica, economica e culturale. A partire dall'anno 1000 le fonti parlano di Ad Novas come di una città andata completamente distrutta.

Medioevo e Rinascimento
Intanto Pipino il Breve occupa il settentrione sancendo il dominio della Chiesa di Ravenna.
Nel periodo bizantino, Ravenna è una città potentissima, tanto da attrarre sotto il suo dominio le terre circostanti, compresa Cesenatico.
Dopo l'anno 1000, germogliano le basi per un Rinascimento che porterà nuovo impulso alla cultura, alla civiltà, ai commerci e all'economia.
Nascono i Comuni, che diventano man mano più potenti. Tra questi, si distingue Cesena che comincia presto a cercare uno sbocco sul mare: Cervia era dominata da Ravenna, quindi si mira più a sud verso i confini di Rimini. Inizia, nel 1302, la costruzione di una fortezza sul mare, bloccata però da Federico da Montefeltro.
La costruzione del porto di Cesena fu ripresa solo nel 1314 sotto il governo di Ostansio e Guido Novello Da Polenta. Il porto di Cesena fu terminato lo stesso anno col nome di Cesenatico (Cesena + ittico).
I dissidi tra le famiglie nobili di Cesena e la Chiesa sfociarono in rivolte e rappresaglie culminanti con la distruzione del porto nel 1328 per mano delle truppe papali intente a punire la città ribelle di Cesena. Il porto verrà riaperto nel 1334 sotto il regno di Francesco Ordelaffi, per poi essere nuovamente distrutto dal cardinale Albornoz, alleato di Gianciotto Malatesta.
Tra vicende storiche di alterna fortuna, il porto fu ripristinato nel 1414 e poi nuovamente distrutto nel 1415 per mano di Braccio da Montone. Dovette lottare anche contro l'insabbiamento progressivo che non permetteva alle navi di entrare in porto, problema risolto con la costruzione di 2 moli. La Romagna poté tirare un sospiro di sollievo con l'ascesa al potere di Cesare Borgia, coincidente con il rifiorire delle attività commerciale e delle arti.
Si deve a lui infatti, l'arrivo di Leonardo da Vinci in Romagna: soggiornò a Faenza, Rimini, Imola e Cesena e progettò il porto di Cesenatico, ricostruito nel 1502. Un porto strategico e conteso, che conobbe anche le incursioni dei pirati veneti che, fallito il colpo al porto di Rimini, si riversarono su Cesenatico depredandola.
Poi fu la volta di slavi Uscocchi, Berberi e Turchi, che deportavano da qui gli schiavi cristiani destinati al Nord Africa. Ancora oggi lo sbarco dei Turchi è oggetto di una rievocazione storica tra le più famose dell'Adriatico.

Dal Settecento ad oggi
Il risveglio del commercio e il fiorire dell'economia spinsero Cesenatico, nel Settecento, a rivendicare l'autonomia da Cesena.
La svolta, dapprima osteggiata dalla Chiesa, fu possibile grazie all'arrivo delle truppe napoleoniche: nel 1798 Cesenatico diviene Comune autonomo, ma solo un anno dopo l'arrivo degli austriaci annulla la conquista.
Ancora una volta sono provvidenziali le truppe francesi, che ripristinano l'autonomia di Cesenatico nel 1800.
Bisognerà aspettare il 1842 perché la Chiesa attesti tale autonomia e Cesenatico divenga a tutti gli effetti un Comune autonomo.
Di lì a poco sarebbero iniziati i moti d'Indipendenza italiani: il 16 giugno 1849 Garibaldi entra a Cesenatico e nel 1860, Cesenatico viene annessa al Regno dei Savoia per poi andare a costituire il Regno d'Italia.
Questo evento sancirà ufficialmente l'uscita di Cesenatico dall'orbita di dominazione della Chiesa.
Cesenatico subisce danni gravissimi durante la seconda Guerra Mondiale e viene ricostruita nel 1945. Da quel momento in poi, fu dato nuovo impulso alla pesca, come testimonia la creazione della Cooperativa dei Pescatori e Cesenatico si impose sulla scena nazionale come luogo di vacanze. Risale al dopoguerra, infatti, la costruzione del grattacielo, delle colonie estive e la conversione di molte ville in alberghi.

Da visitare
Oggi Cesenatico è una moderna località turistica, elegante e tranquilla, frequentata da famiglie con bambini e da giovani.
La vita sociale di Cesenatico si concentra sul Porto Leonardesco, testimone del passato marinaro della città.
Vi sono ormeggiate le imbarcazioni tradizionali con le caratteristiche "vele al terzo": costituiscono la sezione galleggiante del Museo della Marineria.
Il Museo comprende, inoltre, una sezione a terra con illustrazioni, reperti, filmati che spiegano le tecniche di costruzione delle barche e i simboli della tradizione marinara.
Nella piazzetta delle Conserve, adiacente al porto, si possono osservare le Conserve: antiche escavazioni nel terreno dove anticamente veniva conservato il pesce appena sbarcato dai pescatori, alternato a strati di ghiaccio che ne favorivano la conservazione.
Accanto al Museo della Marineria, c'è l'Antiquarium Comunale, collocato nel Palazzo degli Anziani.
Vi sono conservati molti reperti di epoca romana tra cui i frammenti di due statue raffiguranti un giovane e un vecchio rinvenute in località Ca' Turchi presso una fornace del periodo repubblicano.
Una sezione aggiunta di recente al Museo è dedicata alla Rocca Malatestiana e alla Torre Pretoria. Museo della Marineria e Antiquarium sono visitabili con un unico biglietto cumulativo.
E' possibile visitare, inoltre, la Casa dello scrittore Marino Moretti, oggi rinomato centro di studi sulla letteratura del Novecento. L'arredamento è perfettamente conservato, così come l'archivio dei volumi di Moretti, che oltre alle pubblicazioni dello scrittore fa luce sui rapporti che intrattenne con gli altri intellettuali dell'epoca.
L'ingresso è gratuito.