La Storia di Riccione
La storia di Riccione è indissolubilmente legata a quella di Rimini e di tutto il territorio.Comincia ad avere un certo rilievo già al tempo dei Romani, poiché trovandosi sulla via Flaminia offre ristoro a coloro che percorrevano l'antica via consolare romana che porta a Roma. Era una delle stazioni di posta minori, ne esistevano una ogni 10 miglia, ed era l'ultima stazione prima di Ariminum dal quale si congiungeva la Via Emilia e la Via Popilia.
E' un piccolo borgo medievale con il nome di Arcione (o Arzone, che significa arco della sella delle cavalcature), nel XIII secolo, era un feudo degli Agolanti, famiglia vassalla dei Malatesta, ed il loro castello sorgeva sopra un colle denominato "Tomba Bianca". La famiglia degli Agolanti discendeva da Pistoia (famiglia Tedici di origine longobarda).
Tra i fatti storici di rilievo di questo castello ricordiamo la citazione del notaio Ubaldo Marchi che lo definì nel 1743 "una delle fabbriche, anzi la migliore che sia nel territorio di Rimino". Di recente ha subito una profonda ristrutturazione che ha riguardato anche tutto il terreno circostante e che ha permesso di restituirci questo luogo di grande fascino da cui si gode una bellissima vista sulla costa. Ricordiamo inoltre che nel corso della storia vi dimorò la Regina Cristina di Svezia (1657) poiché diretta a Roma dovette fermarsi nel Castello degli Agolanti a causa di una grande epidemia scoppiata nella capitale. Nella storia più recente il castello fu poi abitato dal Generale tedesco Lobkievitz e le sue truppe.
I suoi locali ospitano mostre d'arte e spettacoli internazionali.
Le vicissitudine storiche della famiglia Malatesta coinvolgono inevitabilmente anche la vicina Riccione e quando la famiglia cade in disgrazia comincia anche per Riccione un periodo storico assai difficile quasi sempre sotto lo Stato Pontificio. Il settecento e l'ottocento sono decisamente più tranquilli, il borgo è molto piccolo, si tratta in realtà di insediamenti abitativi che si sviluppano attorno alla chiesa di San Martino e sulla via consolare romana Flaminia. Nel 1848 il governatore dello Stato Pontificio rileva un grado di analfabetismo del 96%. Gli abitanti sono circa 1700 distribuiti in due parrocchie: San Martino e San Lorenzo. Il 1861 è un anno importante anche per la storia di Riccione: è l'anno in cui entra in funzione la Ferrovia adriatica. Nel 1865 i collegamenti subiscono un ulteriore determinante sviluppo quando soprattutto grazie all'operato del parroco Don Luigi Tonini, il treno omnibus della linea Bologna - Ancona effettua la fermata a Riccione rendendo facilitando notevolmente gli scambi e collegamenti della cittadina con l'Emilia e il nord dell'Italia.
Nel 1867 vengono accolti 106 bambini affetti da scrofolosi (adenopatie) grazie al neo fondato Comitato per gli Ospizi Marini. Questo comitato era formato da personaggi influenti dell'epoca (Dr. Giovanni Giorgi, Dr. Carlo Tonini (chirurgo), il conte Giacinto Martinelli, Antonio Pozzi (farmacista) e altri. Questo comitato sostiene e promuove gli effetti salutari del sole e del mare per numerose malattie. I bimbi vengono ospitati dalle famiglie che abitano nella borgata e condotti al mare con carri agricoli con l'assistenza di Don Carlo Tonini. Negli anni successivi il numero dei piccoli ospiti cresce enormemente ed inizia la costruzione di alloggi e colonie marine. I benefici sulla salute del mare e del sole vengono resi noti dai rapporti medici in tutta Europa ed inizia così, da questa felice iniziativa del Comitato per Ospizi Marini, il prodigio dei soggiorni marini che sconvolgerà l'economia di tutta la costa adriatica.
I decennio che seguono vedono la realizzazione di diversi edifici e l'ampliamento della cittadina. E con l'inizio del 900 che avvengono cambiamenti davvero rilevanti.
Maria Bormann Ceccarini, grande benefattrice di Riccione, con una cospicua donazione permette la sistemazione del Rio Melo e del porto per consentire un miglioramento alla vita dei marinai. Sempre all'inizio del secolo viene costruita la Scuola Comunale eviene aperto anche il primo albergo di Riccione, l'Hotel Amati che sorge in Via Viola (l'attuale Viale Ceccarini). La Belle Epoque vedrà poi la costruzione di numerosi alberghi Hotel Belvedere (poi Hungaria), Hotel Ravioli, l'Hotel des Bains, l'Hotel Bolognese-Bellevue, l'Albergo Milano, la Pensione Angelici, che aprira poi una dependance sul mare che oggi ha il nome di Hotel Baltic, l'Hotel Milano-Hungaria, l'Hotel Igea-Praga, Hotel Boemia, tutti nomi in omaggio ad una vasta clientela mitteleuropea che da li a pochi anni cadrà in rovina con il primo conflitto mondiale.
Vengono contemporaneamente costruite Chiese ed edifici pubblici ed anche numerose ville e villini per accogliere la ricca borghesia in vacanza. Famosa è la villa del tenore Amedeo Bassi, trasformata poi in albergo ed infine oggi sede delle Maestre Pie. Nel 1916 un grave terremoto arrecherà gravi danni e distruggerà la Chiesa di San Lorenzo e tanti altri edifici. Nello stesso anno il Re Vittorio Emanuele III passerà in rassegna le truppe romagnole in partenza per la guerra. Nel 1917 vengono requisiti ville ed ospizi per accogliervi i profughi provenienti dalle zone invase dalle truppe austro-ungariche e per i prigionieri di guerra.
Termina la prima guerra mondiale e nel 1919 viene inoltrata la richiesta per costituire il comune autonomo di Riccione. La richiesta al Ministero Affari Interni è motivata dalla crescente economia del turismo, della pesca e del commercio che dà alla cittadina la possibilità di affrancarsi dalla dipendenza da Rimini.
Negli anni Venti vengono edificati tante strutture pubbliche come il Politeama Nirigua in zona San Martino, una grande struttura polivalente con migliaia di posti a sedere, dove si alternano concerti, gare di motociclismo, tiro alla quaglia ecc, lo Stadium, mentre le pensioni e gli alberghi sono complessivamente 13, poiché i turisti continuano a preferire Ville e villini dove trascorrere la loro vacanza.
Nel 1922 Riccione diviene comune autonomo con decreto regio. E' il 19 Ottobre. Pochi giorni dopo ci sarà la marcia fascista su Roma. Negli anni successivi verranno costruiti il Ponte sul Marano, il Teatro Dante, verrà sistemata la rete stradale, il Ponte sul Rio Melo ingentilito da colonnine in stile Liberty, ed altre opere. Nel 1926 la famiglia Mussolini trascorre le vacanze a Riccione, a Villa Terzi (proprietà del Conte Terzi), successivamente all'Hotel Lido (oggi Hotel Mediterraneo) e poi nel 1934 comprerà una propria residenza.
Nel 1928 viene costituita l'Azienda Autonoma di Cura e Soggiorno di Riccione. Nello stesso anno i turisti e villeggianti si divertono con una giostra direttamente nel mare antistante il centro della cittadina che si raggiunge tramite una passerella. Nello stesso modo sono montati ( e smontati a fine stagione) altalene e trampolini a circa 200 metri dalla riva. Riccionesi e bagnanti si divertono poi con il trabaccolo Gaetano usato per brevi escursioni marine. Nel 1929 Edda Mussolini inaugura in Viale Ceccarini la Casa del Fascio (oggi sede della Polizia stradale). Viene costruito il Grand Hotel di Riccione. Con gli anni Trenta aumenta il numero degli alberghi con l'aumentare dei villeggianti. In quegli anni Riccione ha più ospiti di Rimini. Con il secondo conflitto mondiale comincia come per le altre località turistiche un periodo molto difficile segnato anche dal passaggio della Linea Gotica. Numerosi sono i piccoli cimiteri di guerra disseminati nelle campagne.
I Nostri Giorni
Con la fine del conflitto inizia il "miracolo italiano" ed anche l'industria del turismo decolla.Il resto della storia è sotto i nostri occhi. Riccione è divenuta una bellissima città di mare, elegante e frizzante dove è davvero piacevole trascorrere le vacanze.
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